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DELFINO PARLATO
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LA BREVE VITA DELLA PECORA DOLLY: RIFLESSIONI A PRIMA LETTURA SULL'IMPATTO DEL "PROCESSO BREVE" NEL SETTORE CIVILE.

Pubblico di seguito, per una Vostra personale informazione e riflessione di merito, un interessante articolo che ho trovato sul blog "UGUALE PER TUTTI" (http://toghe.blogspot.com/), che parla della riforma della giustizia, in particolare del "Processo breve".




E', da poche ore, conoscibile il testo del disegno di legge sul cd. "processo breve".

Viene presentato come indifferibile rimedio al problema della lunga durata dei processi che determina numerose condanne dell'Italia in sede europea provocando spreco di denaro pubblico.

Può dirsi, a primissima lettura, che la logica è differenziata tra la materia penale e quella civile.

Il superamento dei due anni per ciascun grado di giudizio determina l'improcedibilità in sede penale, una sorta di "tana libera tutti". Questo si sapeva, ed è l'aspetto più banale e scontato che non suscita alcuna sorpresa.

Di maggiore interesse è l'impatto di questo disegno di legge nella materia civile.

E' allora opportuno conoscere alcuni numeri "fissi" del processo civile, vale a dire immodificabili perché direttamente stabiliti dalla legge e non suscettibili di riduzione.

80 giorni spettano di diritto alle parti per la loro difesa dopo la prima udienza di comparizione.

30 giorni al giudice per decidere sulle questioni poste e stabilire il programma del processo.

80 giorni spettano alle parti nella fase conclusiva per rassegnare le loro richieste definitive.

30 (o 60 giorni nei giudizi collegiali) spettano al giudice per redigere la sentenza.

Il totale di 220 (o 250) giorni è il tempo che va sottratto dalla durata di ogni processo, come se fosse una "tara", notoriamente esclusa dal computo del peso di qualsiasi merce....   Leggi tutto  >>

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